Come la ricerca vocale può cambiare il marketing nel 2020

Il “marketing vocale”

ragazza che effettua ricerca vocale con smartphone

Tabella dei contenuti

Come la ricerca vocale può cambiare il marketing nel 2020? Gli scenari

“Ok Google, riproduci musica e imposta un timer per 15 minuti”.

Questo è quello che succede, a casa mia, quando rientriamo dal lavoro. Con una semplice frase possiamo far partire della musica, accendere un televisore, impostare una sveglia per il polpettone in forno…

Ma non solo. Possiamo anche effettuare delle ricerche:

“Ok Google, in che anno è scoppiata la rivoluzione francese?”

(Ok, speriamo non ci sia bisogno di Google per questo).

Il tuo telefono, il tuo tablet o il tuo smart assistant sarà in grado di fornirti la risposta in un secondo o poco più.

Si tratta della ricerca vocale, l’ultima frontiera della tecnologia e, come abbiamo detto in precedenza, uno dei trend del marketing del 2020.

Certo, non si può ancora parlare di rivoluzione in tal senso. Alcuni sono ancora restii a utilizzare questo strumento – vuoi per paura di violazione della privacy o per qualunque altro motivo – ma la tendenza è ormai chiara.

 

I comandi vocali e l’approdo nella ricerca di Google

La possibilità di utilizzare la voce per interagire con device elettronici non è certo cosa nuova: basti pensare agli strumenti utilizzati dai non vedenti. Negli ultimi anni però, con l’esplosione di vendita degli assistenti vocali come Alexa e Google Home, il fenomeno ha raggiunto campi inesplorati.

Gli assistenti vocali possono infatti compiere azioni di diverso tipo a casa o in auto: in questo senso parliamo quindi di comandi vocali.

Quando invece vogliamo sapere qualcosa da Internet dobbiamo parlare di ricerca vocale.

E qui arriviamo all’incontro con Google e i motori di ricerca in generale, un incontro che apre mille nuove possibilità.

 

smart speaker per ricerca vocale

 

I numeri

C’era anche da aspettarselo: del resto, in un minuto possiamo pronunciare almeno il doppio delle parole che possiamo scrivere. In un’epoca in cui tutto diventa veloce e il tempo è sempre troppo poco, la cosa più logica da fare è affidarsi alla ricerca vocale.

Secondo un’indagine di Comscore, nel 2020 più della metà degli utilizzatori di smartphone utilizzeranno nel 2020 la ricerca vocale.

Secondo Google, invece, il 27% della popolazione globale utilizza la ricerca vocale su mobile, e il 52% di chi possiede un assistente vocale o smart speaker lo utilizza in salotto, il 25% in camera da letto e il 22% in cucina.

NB: Le statistiche non tengono conto di me, che ne ho uno in salotto, uno in cucina, uno in bagno, uno in camera da letto e uno in cameretta.

Cosa chiediamo agli assistenti? Musica, meteo, indicazioni stradali e domande divertenti.

 

Quindi?

Queste informazioni sono importanti? Sì. Perché per chiunque abbia un’impresa, è importante capire come si muove l’utente sul web. Se oggi vogliono essere guidati da un assistente vocale, dobbiamo muoverci in quella direzione e prevedere degli strumenti di marketing che utilizzino la ricerca vocale.

Quindi, chi si occupa di contenuti di marketing ha avuto a che fare fino ad ora solo con immagini e testi. Adesso le cose iniziano a diventare complicate!

 

ricerca vocale come muoversi

 

I mezzi e il TOV

Innanzitutto possiamo partire dagli annunci pubblicitari vocali. A differenza di un’adv in radio, questi consentono un minimo di interazione che permette di coinvolgere empaticamente il pubblico. Inoltre, il linguaggio sarà ovviamente molto più informale e il tono molto più amichevole rispetto a una grafica sul web.

Il TOV – tone of voice – è un fattore fondamentale di qualunque contenuto, indipendentemente dal mezzo utilizzato. Iniziare a creare dei contenuti appositamente per la ricerca vocale vuol dire avere a disposizione molte più armi: possiamo fare delle battute, sfruttare le informazioni che abbiamo già acquisito sull’utente, esprimere un tono amichevole, divertente, serio, compassionevole e molto altro.

 

Ricerca vocale e SEO

Al di là del tono di voce, anche i contenuti potrebbero prendere una nuova direzione.

Quando l’utente ricerca un prodotto, un servizio o un’informazione online, molto probabilmente digiterà una parola chiave molto semplice e secca: per questo, quando dobbiamo fare un articolo e cerchiamo le parole chiave, troveremo tra i risultati più cercati “ristorante Novara” et similia: in sostanza, non abbiamo lo sbatti di digitare una frase completa.

Con la ricerca vocale tutto cambia: non diremo “ristorante Novara”, ma piuttosto “Ehi Siri/Alexa/Cortana/Google, trovami il miglior ristorante di Novara”.

Una bella differenza in termini di SEO, sia per i risultati organici che per Adwords.

Lo stesso vale anche per il corpo del contenuto in questione, che dovrà essere sempre più discorsivo in modo da corrispondere alla risposta ideale alla domanda fatta dall’utente.

Ma non è tutto.

Quando ricerchiamo un’informazione da pc o da smartphone, quello che Google ci restituisce è la SERP, ossia la pagina dei risultati della ricerca, posizionati in ordine di rilevanza e di efficacia nella risposta alla query.

Con la ricerca vocale ovviamente questo non può avvenire: lo smart speaker ti restituirà direttamente il primo risultato!

Diventa quindi ancora più importante – come se prima non lo fosse – creare dei contenuti che permettano di scalare la SERP e arrivare alle prime posizioni nei motori di ricerca, migliorando quindi il posizionamento.

 

ricerca vocale domande divertenti a Siri

 

Gli sviluppi futuri

Se una revisione dei contenuti è quello che dobbiamo fare nell’immediato, le potenzialità per il futuro sono praticamente infinite e, a tratti, inquietanti.

Pensa di aver impostato tutte le tue abitudini su un assistente vocale. Cosa succederebbe?

Alexa potrebbe pensare bene di svegliarti mezz’ora prima perché sa che nel tragitto casa-lavoro c’è un incidente.

Siri può farti in automatico una lista della spesa in base alle tue abitudini alimentari.

Cortana può sapere che il mercoledì vai a correre perché imposti una playlist su Spotify e dirti che non è il caso perché piove.

Infine, mentre stai litigando con tua moglie perché il tostapane si è rotto, Google Home rompe il silenzio post litigio suggerendoti un tostapane in offerta su Amazon.

Prima di arrivare a tutto questo, però, c’è ancora molto da fare. E c’è da scontrarsi con il fattore privacy.

Inizia adesso il tuo progetto con noi

Condividi

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin

Ricevi altri contenuti e consigli gratuiti!

Accedi alla nostra community dedicata ad imprenditori ed aziende: DigitalBiz

logo-digital-biz-bianco