Il Coronavirus sta fermando il marketing?

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Non ci piace cavalcare le notizie per parlare del nostro business. Non ci piace nemmeno il black humor che tante aziende stanno facendo adesso sui social per via di quest’emergenza sanitaria.

Quello che ci piace fare, invece, è fare formazione su tematiche che fanno parte del nostro campo, quando possiamo, per i nostri clienti.

E allora di cosa possiamo parlare oggi, se non di e-commerce?

Virus, smartworking ed e-commerce: il marketing non si ferma, ma si evolve

Sono giorni difficili. L’intera Italia è in quarantena, non possiamo uscire di casa se non per andare a lavorare e fare la spesa. È sospesa qualunque attività ricreativa e sociale, qualunque svago che non possa essere fatto tra le quattro mura di casa.

Ma non si tratta solo di questo: è inutile negare la realtà, l’economia in questi giorni sta andando a rotoli.

E, se certo la salute viene prima di tutto, questo non vuol dire che non possiamo fare niente per salvare le aziende, specialmente quelle piccole che sono davvero a rischio chiusura.

Abbiamo la fortuna di lavorare in un settore dove la presenza fisica non è davvero indispensabile.

Sì, ci piace confrontarci con i clienti, sì, visitando un’azienda possiamo capire molto meglio che tipo di strategia di comunicazione impostare, sì, le riunioni sono fondamentali per stimolare la creatività.

Ma i nostri task quotidiani possono essere svolti anche da remoto.

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L’Italia va avanti, nonostante tutto

Ieri in ufficio abbiamo fatto la nostra consueta riunione del lunedì, dove a ciascuno di noi vengono assegnati i progetti da mandare avanti durante la settimana.

Ma abbiamo anche preso una decisione importante: quella di lavorare da casa.

La tecnologia ci permette di restare costantemente in contatto e di proseguire tranquillamente il nostro lavoro: in questo modo possiamo lavorare con serenità, sapendo di fare la nostra parte per contrastare quest’emergenza.

Non tutti però sono così fortunati: migliaia di piccole e medie imprese, in Italia, oggi sono in ginocchio. Lo sono perché le circostanze sono straordinarie, e perché non hanno gli strumenti per far fronte a quest’emergenza.

La quarantena impone di restare a distanza un metro dall’altro: come può questo essere compatibile con l’attività di negozi, ristoranti, bar e pizzerie?

 

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Il digital ci viene in aiuto

In questo mondo sempre più spersonalizzato, ma contemporaneamente sempre più interconnesso, la risposta si chiama e-commerce.

Molte aziende, oggi, potrebbero continuare a offrire i loro prodotti e servizi, ma non lo fanno perché non hanno in precedenza creato una struttura che glielo consenta.

Si tratta di un problema a catena: l’economia è circolare!

Se un ristoratore non vende al cliente finale, non comprerà più dai fornitori, che a loro volta non produrrebbero più.

 

I numeri 

Nielsen ha svolto un’indagine molto interessante sullo stato attuale delle cose in Italia.

La quarantena ha letteralmente messo le ali all’e-commerce, che sta registrando numeri impressionanti.

  • Nella settimana dal 24 febbraio al 1 marzo +81% con un’accelerazione di 30 punti percentuali;
  • I prodotti interessati si dividono in due categorie principali: la prima è quella del cosiddetto “effetto stock”, ossia beni alimentari a lunga scadenza come scatolame, pasta (+56%, tranne le penne lisce!), acqua, farina (+82%) e surgelati.
  • La seconda categoria fa ovviamente riferimento alla cura della casa e della persona, con una particolare predilezione per l’alcol denaturato (+347%), salviettine (+260%), e carta igienica (sia mai dovessimo iniziare a pulirci con le foglie di fico).

Capisci la portata di questo fenomeno? E questo vale sia per le opportunità di chi un e-commerce lo possiede, sia per le perdite per chi invece non ce l’ha.

Questa polarizzazione non durerà certo per sempre, prima o poi la quarantena finirà e le persone torneranno a spendere nei negozi: ma non tutte.

 

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Il caso Amazon

Mentre noi siamo sul divano a goderci contenuti in streaming gratis, i dipendenti di Amazon stanno lavorando ancora più duramente per farci arrivare a casa quello di cui abbiamo bisogno. E il fatturato sale vertiginosamente!

Questo perché si tratta dell’e-commerce più famoso al mondo… ma cosa succederebbe se anche tutte le piccole e medie imprese decidessero di dotarsi di un e-commerce proprio?

 

Tanti piccoli negozi – online

La forza di Amazon sta in molti fattori: il servizio clienti, la rapidità di spedizione, e la possibilità di trovare lo stesso prodotto a prezzi diversi.

Ovviamente se questo è un bene per il consumatore, non lo è per l’impresa che vende, che si rischia di trovare schiacciata per 1 € di differenza rispetto a un competitor.

Questo non avviene quando c’è una strategia di vendita basata sull’esistenza di un e-commerce interno al proprio sito web.

E quando parliamo di strategia non intendiamo solo posizionare una vetrina sul tuo sito: parliamo di un lavoro di inbound marketing che coinvolge campagne social e google, la costruzione di un funnel di vendita, la realizzazione di e-mail di nurturing mirate, un servizio di assistenza clienti completo con una chatbot.

In questo modo possiamo sfruttare appieno le possibilità che il web ci offre e creare un vero e proprio negozio online equivalente a quello fisico, aprendo la porta a un pubblico del tutto nuovo.

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